Ah, la vita in un classico palazzo di Napoli...
Ritorno da Soverato: sveglia alle 3.30 per partire alle 4.30. Arrivo a casa alle 11 nette. Neanche il tempo di entrare in stanza, lo zaino ancora sulle spalle, che il telefono suona. E' mia madre dal lavoro.
M: Luca! Tesoro! Bentornato! Come stai?
L: Mamma! Ma come diamine hai fatto? Giusto il tempo di entrare in stanza che ha squillato il telefono, alla faccia della precisione!
M: Eheh, sono empatica io, me lo sentivo che eri appena tornato... Comunque non smontarti (? O_o) ancora, ti tengo in movimento. Vai a fare una spesa abbondante, che nel frigo c'è il deserto dei Tartari.
L: =__=
Il nostro eroe, armatosi di santa pazienza, nonostante la stanchezza si avvia e scende di casa carico di denari e buona volontà. Nell'androne del palazzo incontra la custode del palazzo
M (si chiama Maria): We Luca, bentornato! Andata bene a Soverato? (ovviamente sa i cazzi di chiunque del condominio)
L: Si si, ma dimmi tu se è possibile: Neanche entro, dopo otto ore di viaggio e sveglia alle 3, che mi chiama mia madre e mi manda a fare la spesa!
M: Uh, vai a fare la spesa? Mi vuoi fare un favore? Ho bisogno di un litro di latte, parzialmente scremato eh, che io non mi posso muovere e io senza latte la mattina sono perduta!
L: =__= Vabbene...
Non c'è dubbio: Vivo proprio nel classico palazzone di Napoli... Un posto al Sole a me fa un baffo!
Guardare il mondo da dietro un banco elettorale, con un registro in mano pieno di nomi e indirizzi, passando il proprio tempo a timbrare e a scribacchiare firme e visti, è un'esperienza molto più interessante di quanto la meccanicità del tutto non faccia pensare. Nel momento di votare la gente sembra sentire il dovere di esprimere la propria ideologia, e le reazioni sono decisamente variegate. C'è chi prova imbarazzo, chi fastidio, chi da idea di sperare che finisca tutto al più presto, chi invece viene a testa alta, sorriso sicuro ed entra nella cabina elettorale come il re siede sul suo trono. "Compio il mio dovere, mi approprio di un mio diritto" pare dire nel compiacimento del poter vantare una così rara associazione di idee in qualcosa che sente fortemente proprio. Certi altri invece sono proprio deficienti. Non si tratta di un insulto; dopotutto il termine viene dal verbo latino "deficere", "mancar di". E l'esperienza civica mancava decisamente a quella marea di persone che ha portato un semplice aggiornamento alla tessera elettorale trattandolo come fosse la tessera vera e propria, magari venendosi a incazzare con noi proclamando che "Il suo voto è importantissimo". Certo, in un ottica generale Ogni voto è importantissimo, ma non viene data la sensazione di voler proclamare questo quando si urla come i pazzi in mezzo a una sede elettorale. D'altronde chi ha detto che il voto di Berlusconi valga più di quello di Esposito Maria, 40enne portierA (così Manu non si offende) del mio palazzo che più che di politica preferisce chiacchierare con me dei risultati del Napoli?
Il mondo alla fin fine è come un banco di gelati: Variegato. Certi sapori ti piacciono, certi no. Certi abbinamenti sono buoni, certi sono disgustosi. La politica (non entrerò nell'ambito stretto dei risultati delle elezioni, argomento fin troppo inflazionato) non è diversa. Peccato che oggi gli abbinamenti mi facciano tutti un po' schifo.
Per questa tre giorni un ringraziamento a:
Il mio tesoro, che riesce sempre a sorprendermi e ad essere veramente speciale . Le parole non mi basteranno mai per dirti quanto e cosa sei per me.
Il dimenticato Milio, Vincenzo, Adriano, Francesco, Manuele, Barbara, il sig. Edoardo, la radio con le partite, il Corriere dello Sport, la signora che non sta "a famm' pe na punt'e lapìs", la caffeina, i carabinieri che sparano stronzate, quelli seri, lo stipendio che forse vedrò per Natale, inteso come la data di nascita del nuovo Messia.