martedì, 22 luglio 2008, ore 15:52
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E alfin dunque, si chiuse!

Una bella soddisfazione, soprattutto dopo i complicati e stancanti incontri in un ufficio di grafica (e non si può immaginare quanto sia da ringraziare Enzo per averci messo a disposizione quei meravigliosi Mac... adesso capisco perchè sono tanto apprezzati dai professionisti), aver finalmente chiuso il numero 0 di Minerva, giornale universitario su cui una redazione piuttosto inesperta (e ancora da sistemare) ha investito molto tempo.

Però, che dire, sono soddisfatto, la sento un po' anche come una "mia creatura", questo giornale.
Adesso si spera che il preside accetti il progetto e di poter lavorare un po' più "sistemati".

Incrociamo le dita.
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mercoledì, 09 luglio 2008, ore 11:04
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E dunque all'insegna del sano esaurimento si chiude la sessione di esami di luglio (abbastanza presto tra l'altro).
Un'unica cosa: è mai possibile che uno prenda un gran voto ma debba essere ripetutamente mandato a quel paese da più persone? SUA MADRE su tutte?
Ok, è vero che nei giorni precedenti ero stato piuttosto lamentoso, abbastanza pessimista e davo cenni di nervosismo parecchio evidenti; ma dopotutto si trattava di un esame bello grosso, e il risultato è valso (ed è stato anche figlio, d'altronde) dell'esaurimento.

E allora ditemi voi se è giusto che invece di dei sani complimenti genitoriali devo passare per il disgraziato della situazione!
Che vita ingiusta...
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lunedì, 11 febbraio 2008, ore 20:13
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STANCHEZZA

e mi scuso per l'assenza più reiterata che mai.
Il mondo ha preso a girarmi un po' troppo velocemente intorno negli ultimi tempi
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lunedì, 31 luglio 2006, ore 12:37
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Ah, la vita in un classico palazzo di Napoli...

 

Ritorno da Soverato: sveglia alle 3.30 per partire alle 4.30. Arrivo a casa alle 11 nette. Neanche il tempo di entrare in stanza, lo zaino ancora sulle spalle, che il telefono suona. E' mia madre dal lavoro.

M: Luca! Tesoro! Bentornato! Come stai?

L: Mamma! Ma come diamine hai fatto? Giusto il tempo di entrare in stanza che ha squillato il telefono, alla faccia della precisione!

M: Eheh, sono empatica io, me lo sentivo che eri appena tornato... Comunque non smontarti (? O_o) ancora, ti tengo in movimento. Vai a fare una spesa abbondante, che nel frigo c'è il deserto dei Tartari.

L: =__=

Il nostro eroe, armatosi di santa pazienza, nonostante la stanchezza si avvia e scende di casa carico di denari e buona volontà. Nell'androne del palazzo incontra la custode del palazzo

M (si chiama Maria): We Luca, bentornato! Andata bene a Soverato? (ovviamente sa i cazzi di chiunque del condominio)

L: Si si, ma dimmi tu se è possibile: Neanche entro, dopo otto ore di viaggio e sveglia alle 3, che mi chiama mia madre e mi manda a fare la spesa!

M: Uh, vai a fare la spesa? Mi vuoi fare un favore? Ho bisogno di un litro di latte, parzialmente scremato eh, che io non mi posso muovere e io senza latte la mattina sono perduta!

L: =__= Vabbene...

 

Non c'è dubbio: Vivo proprio nel classico palazzone di Napoli... Un posto al Sole a me fa un baffo!

 

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martedì, 11 aprile 2006, ore 17:27
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Guardare il mondo da dietro un banco elettorale, con un registro in mano pieno di nomi e indirizzi, passando il proprio tempo a timbrare e a scribacchiare firme e visti, è un'esperienza molto più interessante di quanto la meccanicità del tutto non faccia pensare. Nel momento di votare la gente sembra sentire il dovere di esprimere la propria ideologia, e le reazioni sono decisamente variegate. C'è chi prova imbarazzo, chi fastidio, chi da idea di sperare che finisca tutto al più presto, chi invece viene a testa alta, sorriso sicuro ed entra nella cabina elettorale come il re siede sul suo trono. "Compio il mio dovere, mi approprio di un mio diritto" pare dire nel compiacimento del poter vantare una così rara associazione di idee in qualcosa che sente fortemente proprio. Certi altri invece sono proprio deficienti. Non si tratta di un insulto; dopotutto il termine viene dal verbo latino "deficere", "mancar di". E l'esperienza civica mancava decisamente a quella marea di persone che ha portato un semplice aggiornamento alla tessera elettorale trattandolo come fosse la tessera vera e propria, magari venendosi a incazzare con noi proclamando che "Il suo voto è importantissimo". Certo, in un ottica generale Ogni voto è importantissimo, ma non viene data la sensazione di voler proclamare questo quando si urla come i pazzi in mezzo a una sede elettorale. D'altronde chi ha detto che il voto di Berlusconi valga più di quello di Esposito Maria, 40enne portierA (così Manu non si offende) del mio palazzo che più che di politica preferisce chiacchierare con me dei risultati del Napoli?

Il mondo alla fin fine è come un banco di gelati: Variegato. Certi sapori ti piacciono, certi no. Certi abbinamenti sono buoni, certi sono disgustosi. La politica (non entrerò nell'ambito stretto dei risultati delle elezioni, argomento fin troppo inflazionato) non è diversa. Peccato che oggi gli abbinamenti mi facciano tutti un po' schifo.

Per questa tre giorni un ringraziamento a:

Il mio tesoro, che riesce sempre a sorprendermi e ad essere veramente speciale . Le parole non mi basteranno mai per dirti quanto e cosa sei per me.

Il dimenticato Milio, Vincenzo, Adriano, Francesco, Manuele, Barbara, il sig. Edoardo, la radio con le partite, il Corriere dello Sport, la signora che non sta "a famm' pe na punt'e lapìs", la caffeina, i carabinieri che sparano stronzate, quelli seri, lo stipendio che forse vedrò per Natale, inteso come la data di nascita del nuovo Messia.

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