martedì, 22 luglio 2008, ore 15:52
E alfin dunque, si chiuse!
Una bella soddisfazione, soprattutto dopo i complicati e stancanti incontri in un ufficio di grafica (e non si può immaginare quanto sia da ringraziare Enzo per averci messo a disposizione quei meravigliosi Mac... adesso capisco perchè sono tanto apprezzati dai professionisti), aver finalmente chiuso il numero 0 di Minerva, giornale universitario su cui una redazione piuttosto inesperta (e ancora da sistemare) ha investito molto tempo.
Però, che dire, sono soddisfatto, la sento un po' anche come una "mia creatura", questo giornale.
Adesso si spera che il preside accetti il progetto e di poter lavorare un po' più "sistemati".
Incrociamo le dita.
venerdì, 11 luglio 2008, ore 00:42
Ogni tanto ci vuole, e stasera, che mi sento esageratamente da De Andrè, non mi posso esimere da mettere la canzone forse più poetica che abbia scritto.
Un uomo onesto, un uomo probo,
tralalalalla tralallaleru
s'innamorò perdutamente
d'una che non lo amava niente.
Gli disse portami domani,
tralalalalla tralallaleru
gli disse portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani.
Lui dalla madre andò e l'uccise,
tralalalalla tralallaleru
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.
Non era il cuore, non era il cuore,
tralalalalla tralallaleru
non le bastava quell'orrore,
voleva un'altra prova del suo cieco amore.
Gli disse amor se mi vuoi bene,
tralalalalla tralallaleru
gli disse amor se mi vuoi bene,
tagliati dei polsi le quattro vene.
Le vene ai polsi lui si tagliò,
tralalalalla tralallaleru
e come il sangue ne sgorgò,
correndo come un pazzo da lei tornò.
Gli disse lei ridendo forte,
tralalalalla tralallaleru
gli disse lei ridendo forte,
l'ultima tua prova sarà la morte.
E mentre il sangue lento usciva,
e ormai cambiava il suo colore,
la vanità fredda gioiva,
un uomo s'era ucciso per il suo amore.
Fuori soffiava dolce il vento
tralalalalla tralallaleru
ma lei fu presa da sgomento,
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato,
quando a lei niente era restato,
non il suo amore, non il suo bene,
ma solo il sangue secco delle sue vene
Fabrizio De Andrè - Ballata dell'amore cieco o della vanità - Tutto Fabrizio De Andrè - 1966
mercoledì, 09 luglio 2008, ore 11:04
E dunque all'insegna del sano esaurimento si chiude la sessione di esami di luglio (abbastanza presto tra l'altro).
Un'unica cosa: è mai possibile che uno prenda un gran voto ma debba essere ripetutamente mandato a quel paese da più persone? SUA MADRE su tutte?
Ok, è vero che nei giorni precedenti ero stato piuttosto lamentoso, abbastanza pessimista e davo cenni di nervosismo parecchio evidenti; ma dopotutto si trattava di un esame bello grosso, e il risultato è valso (ed è stato anche figlio, d'altronde) dell'esaurimento.
E allora ditemi voi se è giusto che invece di dei sani complimenti genitoriali devo passare per il disgraziato della situazione!
Che vita ingiusta...