Guardare il mondo da dietro un banco elettorale, con un registro in mano pieno di nomi e indirizzi, passando il proprio tempo a timbrare e a scribacchiare firme e visti, è un'esperienza molto più interessante di quanto la meccanicità del tutto non faccia pensare. Nel momento di votare la gente sembra sentire il dovere di esprimere la propria ideologia, e le reazioni sono decisamente variegate. C'è chi prova imbarazzo, chi fastidio, chi da idea di sperare che finisca tutto al più presto, chi invece viene a testa alta, sorriso sicuro ed entra nella cabina elettorale come il re siede sul suo trono. "Compio il mio dovere, mi approprio di un mio diritto" pare dire nel compiacimento del poter vantare una così rara associazione di idee in qualcosa che sente fortemente proprio. Certi altri invece sono proprio deficienti. Non si tratta di un insulto; dopotutto il termine viene dal verbo latino "deficere", "mancar di". E l'esperienza civica mancava decisamente a quella marea di persone che ha portato un semplice aggiornamento alla tessera elettorale trattandolo come fosse la tessera vera e propria, magari venendosi a incazzare con noi proclamando che "Il suo voto è importantissimo". Certo, in un ottica generale Ogni voto è importantissimo, ma non viene data la sensazione di voler proclamare questo quando si urla come i pazzi in mezzo a una sede elettorale. D'altronde chi ha detto che il voto di Berlusconi valga più di quello di Esposito Maria, 40enne portierA (così Manu non si offende) del mio palazzo che più che di politica preferisce chiacchierare con me dei risultati del Napoli?
Il mondo alla fin fine è come un banco di gelati: Variegato. Certi sapori ti piacciono, certi no. Certi abbinamenti sono buoni, certi sono disgustosi. La politica (non entrerò nell'ambito stretto dei risultati delle elezioni, argomento fin troppo inflazionato) non è diversa. Peccato che oggi gli abbinamenti mi facciano tutti un po' schifo.
Per questa tre giorni un ringraziamento a:
Il mio tesoro, che riesce sempre a sorprendermi e ad essere veramente speciale . Le parole non mi basteranno mai per dirti quanto e cosa sei per me.
Il dimenticato Milio, Vincenzo, Adriano, Francesco, Manuele, Barbara, il sig. Edoardo, la radio con le partite, il Corriere dello Sport, la signora che non sta "a famm' pe na punt'e lapìs", la caffeina, i carabinieri che sparano stronzate, quelli seri, lo stipendio che forse vedrò per Natale, inteso come la data di nascita del nuovo Messia.
Tra Torri e Palazzi Medievali
Era pochi giorni fa, ma sembrano ancorapoche ore da quando, mano nella mano con lei, camminavo in un miscuglio di viuzze, vicoli e stradine. Siena è arroccata su una collina, tipica cittadina medievale fortificata, con salite e discese di ogni pendenza (addirittura più che a Napoli, e la cosa mi ha stupito non poco). L'aria era fresca, un po' frizzante, e sembrava voler ricordare a tutti costi l'arrivo della primavera, passato decisamente in sordina in quest'anno dove la parola "nuvoloso" riempiva i notiziari metereologici al punto da battere quasi la parola "politica" in questi giorni.
Ma come al solito tendo a divagare... Dicevo che camminavo mano nella mano con lei, esplorando un delizioso miscuglio di arte e architettura medievale ed elementi strettamente moderni (come le comode scale mobili che portano dritte al parcheggio-campeggio, dove ci stavamo avviando per la pura curiosità di scoprire dove portassero), non fermandoci davanti al concludersi della zona prettamente storica, ma infiltrandoci in un altro mondo, quello di rioni estremamente piccoli, ma orgogliosi della propria identità e senso di aggregazione, così da trovarci di fronte, quasi scontrarci, con una festività di contrada... La Torre, i vincitori dell'ultimo Palio; preparavano una processione tutta loro, che di lì a poco avrebbe dato un tocco di tipicità alla fresca serata in Piazza del Campo.
La mia sete di esplorazione, mai facile da saziare, venne abbondantemente ripagata, e questo solo e soltanto grazie alla sua presenza. Momenti di dolcezza estrema, di timido di imbarazzo, di preoccupazione e di vera passione si mischiavano in continuazione fra quelle strette mura medievali, fra una passeggiata, un giro per negozi, una cena spettacolare in un ottimo ristorante (chi si scorderà mai quel dolce! Alle volte basta davvero poco per unire le parole Estasi e Cibo), la contemplazione assorta di un'arte antica ma ancora piena di significati e il letto di un albergo un tempo convento (certe volte la vita è ironica).
La tarda ora e un po' di stanchezza accumulata iniziano a pesarmi, perciò rimanderò racconti più dettagliati di questa tre giorni a poi... Basti sol dire che mai come questa volta il ritorno aveva un sapore dolceamaro... Le Torri e i Palazzi Medievali ancora una volta hanno avuto il potere di svuotarmi l'animo, mentre affianco avevo qualcosa decisamente in grado di entrarvi a fondo, prendendo il posto di tutti gli scazzi e i pensieri.
Un piccolo grazie per dei grandi momenti.
1, 2, 3, prova, prova. Si! Si!
Mmm, come cominciare? Dopo tanto tempo mi ritrovo anch'io a riprovare a mettere in piedi un blog, preso dall'ispirazione di quelli di un paio di persone care. Non so quanto funzionerà, nè se funzionerà, nè se questo post lo leggerò solo io per poi domani premere il fatidico pulsante "cancella" ed eliminare un esperimento nato fra mille perplessità e pensieri.
O magari attraverso questo piccolo spazio personale riprenderò a scrivere e narrare e non la pianterò più, ammorbando il mondo con le mie riflessioni fino a causare il collassamento del continuum spazio-temporale, o il rutto di qualche notturninternettofilo troppo pieno di birra.
Bene, neanche si incomincia che già sto sclerando...
A presto, gente della rete.
Forse